Expo
Milano 2015 è agli sgoccioli. Fra pochi giorni la manifestazione universale
più importante e attrattiva dell’anno chiuderà i battenti, ma Start Up in rosa intende
raccoglierne l’eredità al femminile attraverso una rubrica dedicata.
Nutrire
il pianeta, energia per la vita: un messaggio che ci ha fatto riflettere in
questi mesi e che abbiamo vissuto lasciandoci coinvolgere dall’atmosfera, dalla
scenografia, dalla multimedialità di ogni padiglione presente. Un’esperienza
unica, emozionante, significativa. Ma non
può finire tutto qui. Il valore di un evento come Expo si misura poi dall’eredità
che lascia, dalla forza del messaggio che, interiorizzato dai singoli, deve poi
tramandarsi da persona a persona fino a stravolgere stili di vita scorretti e
far adottare comportamenti concreti che contribuiscano a migliorare le
condizioni di vita nel nostro amato Pianeta.
La
donna, da sempre simbolo di vita e prima responsabile dell’alimentazione, è
stata protagonista di questa edizione di Expo Milano 2015 secondo molteplici
sfaccettature.
Girando
tra i padiglioni ho conosciuto virtualmente Erika Mayr, l’apicoltrice urbana di Berlino che produce miele sui
tetti della città contribuendo a salvaguardare le api e la biodiversità del
territorio.

Tra
colori, luci e proiezioni dinamiche lo spazio centrale del padiglione Angola è dedicato alla donna: sono
rimasta affascinata nell’ascoltare storie di donne che hanno avuto accesso
all’istruzione e hanno saputo distinguersi mettendo in campo la loro
intraprendenza per dare il proprio contributo alla società.
E
ancora, aggirandomi per il Padiglione Italia, ho scoperto che è possibile
realizzare vestiti da una semplice buccia d’arancia. Il
progetto, si chiama Orange Fiber, nasce
da due studentesse coinquiline a Milano che hanno pensato di creare tessuti
eco-sostenibili dagli scarti delle arance siciliane. Non vedo l’ora di approfondire
questa bella storia tutta italiana su queste pagine. Expo è
stata anche un’importante vetrina per numerosi progetti al femminile.
Non
sono mancati eventi, occasioni di incontro e di confronto che hanno posto al
centro la donna come le Women’s Week,
un vero e proprio contenitore di iniziative “in rosa”.
Tra
queste il convegno #CittàDonna “Il
rinascimento urbano parte dalle donne”, è stato un’occasione per affermare
che la sostenibilità del Pianeta debba passare attraverso una nuova alleanza
tra cibo e cultura e che le artefici di questo nuovo sguardo e nuovo patto per
il futuro debbano essere le donne.
Molto
interessante anche “Per un sari rosa”,
che ha posto l’attenzione sul tema del riscatto delle giovani donne del
Bangladesh e l’agricoltura sociale. Il progetto è stato portato avanti dal
missionario saveriano padre Luigi Paggi a tutela delle bambine bengalesi.
Expo è
stata, inoltre, teatro della Giornata
della Donna dei Paesi del Golfo Arabico. Ad
ospitare l'evento il Padiglione del Kuwait; protagoniste le mogli degli Ambasciatori
del Kuwait, Arabia Saudita, Sultanato dell'Oman, Emirati Arabi Uniti. Una
giornata all'insegna del fascino e della cultura Medio Orientale in cui i Paesi
arabi hanno messo al centro il ruolo della donna nella società.
E
infine come non citare Women For Expo,
il network globale di donne nato con l’obiettivo di declinare i temi di Expo
Milano 2015 al femminile (di cui abbiamo già parlato qui a settembre 2014). Nell’ambito del
convegno “Nutrire la leadership
femminile” sono state presentate le tre start up vincitrici del concorso
"Progetti delle donne", lanciato da We–Women for Expo e Padiglione
Italia.
Seguitemi.
Vi racconterò le storie delle tre vincitrici del concorso e di alcune
protagoniste di Expo.