mercoledì 22 giugno 2016

Tribook, la tribù dei lettori: tra tradizione e innovazione tecnologica. La storia di Michela.

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere.  Cosi disse Gustave Flaubert

Michela sembra aver fatto sue queste parole. Per lei la lettura è pane di vita, la sua passione si è trasformata in un lavoro.

Una formazione umanistica fin dalla scuola superiore: liceo classico, poi laurea in lettere, master in editoria. Dopo la laurea Michela ha avuto esperienze di lavoro molto varie (traduzione, comunicazione, organizzazione di eventi) ed è stata all’estero per due anni. Tornata in Italia ha deciso di specializzarsi nell’editoria, facendo esperienza soprattutto nell’ambito delle tecnologie digitali applicate al settore. In questo contesto nasce il suo progetto: Tribook – la tribù dei lettori.
“L’idea nasce due anni fa dal bisogno che sentivo io come lettrice: poter trovare facilmente il libro che mi interessava acquistare senza ricorrere alle grandi librerie onlineDa questa intuizione iniziale, grazie al sodalizio con il mio socio sviluppatore Brian Suarez, è nata una piattaforma che mette in rete le librerie indipendenti, consentendo ai lettori di trovare e acquistare online i libri dai librai della loro città e di creare intorno alle librerie una community di lettori fedeli” mi racconta Michela.

Michela con Tribook ha già partecipato ad alcuni bandi e in particolare è tra i finalisti del bando iC- Innovazione Culturale di Fondazione Cariplocon la possibilità di accedere a un percorso di incubazione finanziato dalla Fondazione.

Una prima versione beta è andata online un anno fa, molto incentrata sul servizio di geolocalizzazione dei libri, vendita online e consegna con bike delivery. Questa fase ha permesso a Michela di individuare la direzione in cui il progetto poteva muoversi per crescere. “Ed è così che ad aprile di quest’anno abbiamo lanciato il nuovo sito che dà maggiore rilievo ai librai e alle loro storie, consentendo loro di consigliare alcuni titoli del loro assortimento con una breve recensione. L’obiettivo è creare proprio una community intorno alle librerie indipendenti, dando valore al ruolo culturale e sociale del libraio di quartiere”, continua. 

Il target di Tribook è costituito principalmente dai cosiddetti “lettori forti”, coloro che leggono almeno dieci libri l’anno, perché si sono dimostrati più sensibili alla tematica dell’acquisto responsabile: molti lettori, per assenza di tempo o di comode alternative vicino casa, avevano prima l’abitudine di acquistare libri nelle librerie di catena o nei grandi store online ma erano consapevoli del danno che ne deriva alle piccole librerie, che rappresentano importanti presidi culturali sul territorio. 
Tribook risponde a questo disagio offrendo tutta la comodità dell’e-commerce arricchita di un’esperienza di acquisto umana, responsabile e sostenibile.

Tribook ora è già a Milano e Michela conta di portare presto il modello in altre città. Il team è cresciuto e ci sono importanti obiettivi di sviluppo per i prossimi mesi.
Chiedo a Michela cosa significhi per lei aver fatto questo importante passo. “Quello che faccio mi appassiona molto, è un lavoro che mi sono cucita su misura e non tornerei mai indietro, anche se questa scelta comporta l’accettazione dell’instabilità e del sacrificio. 
Quello che amo è potermi mettere continuamente in gioco, dover imparare una cosa nuova ogni giorno per creare qualcosa che prima non esisteva e in cui altra gente, oltre me, continua a credere.
Poter sperare poi che la nostra azione generi un impatto sul sistema sociale e culturale, sostenendo i negozi di quartiere e promuovendo il pluralismo culturale: penso che sia il massimo".

Quindi, Michela, che consigli ti senti di dare ad altre donne intraprendenti? “A chi vuole seguire una strada imprenditoriale, che sia donna o uomo, consiglio di studiare il mercato e i suoi bisogni, di costruire presto un team eterogeneo e di mettersi in gioco partecipando a bandi e concorsi: ogni feedback relativo al progetto è utile per migliorare l’idea e farla crescere”.

1 commento:

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